Il pensiero sul Vangelo Festivo

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

(Anno B) 

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Sono sempre stato meravigliato da questi 5 pani e 2 pesci.

Davanti a una folla sterminata il Maestro chiede come fare (altro il dio magico!).

La compassione desidera trasformarsi in prassi e perciò tutti vengono coinvolti.

E mi stupisce soprattutto che a offrirli quei pochi pani e pesci sia un ragazzino. È lui che sfida i calcoli e le proporzioni e fa accadere il miracolo.

Cinque pani e due pesci sono un quasi-nulla. Sono la rappresentanza di me stesso. Sono il sacramento di ció che siamo e di ció che abbiamo.

Se trattenuto come l’antica manna marcisce.

Se offerto viene moltiplicato e lo si moltiplica solo dividendo. Come l’amore, direbbe Teresa di Calcutta.

Offrire 5 pani (d’orzo, per giunta…) e 2 pesci dinanzi ad una folla affamata è da temerari.

Oggi abbiamo bisogno di chi sa fidarsi a tal punto da far accadere miracoli.

Solo i piccoli, i poveri, gli indifesi sono capaci di questo. Perciò è bene stare alla loro scuola coltivando questa direzione del cuore.

Tutti mangiarono a sazietà e ne avanzò.

Perché qualità di Dio è ‘largheggiare’ come dice un salmo.

Questo piccolo oggi chiede di essere miracolo, di farli accadere.

Tranquilli, non occorre andare in qualche luogo speciale e armarsi di corone e acquasanta. Occorre stare nella vita, magari alzare gli occhi al cielo e diventare temerari  come questo piccolo, come quell’altro Piccolo che in un venerdì di primavera di duemila anni fa offrì tutto se stesso su una croce.

E si fece pane. Per tutti.

Buona domenica e un ricordo speciale per i nonni e gli anziani.

Grazie!

Don Vito

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